Anuradhapura e Polonnaruwa
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Anuradhapura e Polonnaruwa

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Anuradhapura e Polonnaruwa sono due siti patrimonio dell’UNESCO dello Sri Lanka. Entrambe sono state in tempi antichi capitali dello Sri Lanka e importanti luoghi religiosi consacrati al buddhismo. In tempi più recenti, durante i tragici conflitti fra i militari governativi e le Tigri Tamil, Anuradhapura e Polonnaruwa sono anche stati tristi location di attentati suicidi e di morti accidentali dovute alle mine antiuomo. Il devastante conflitto civile è terminato solo nel 2009 e ha portato ad almeno 70.000 vittime fra civili e combattenti. Oggi lo Sri Lanka è un Paese pacifico e aggraziato, con una natura rigogliosa, ma senza fronzoli, un popolo sorridente e disponibile e un sacco di bellezze storico archeologiche da visitare e amare.

Arriviamo all’ingresso del sito di Anuradhapura di prima mattina dopo un breve tragitto in bus. All’ingresso troviamo la biglietteria, facciamo i biglietti e decidiamo di affittare le biciclette per la visita che durerà tutta la giornata. Ci aggiriamo per questo enorme comprensorio di circa 40 km quadrati a bordo delle nostre sgangherate biciclette seguendo diligentemente la nostra guida Danu che ci accompagna fra i luoghi di maggior interesse del sito. Mi trovo a tribulare un po’, in parte per gestire il manubrio storto della mia bici, in parte per tenere il senso di marcia corretto, che però per me è quello sbagliato, visto che qui la guida è a destra. Nonostante questi piccoli ma tutto sommato divertenti inconvenienti, trovo ugualmente molto piacevole l’idea della bicicletta per la visita di questi magnifici luoghi: l’aria fra i capelli, l’assenza di rumori artificiali e qualche piccolo momento di ilarità quando una bici parcheggiata cade facendo cadere tutte le altre vicine, in un inevitabile effetto domino. Scorgiamo in lontananza alcune scimmie che si avvicinano a noi incuriosite e ovviamente in cerca di cibo. Fra di loro anche diverse mamme con i cuccioli attaccati al seno che ci guardano senza smettere di mangiare. Per un attimo un maschio si avvicina a una di queste tenerissime mamme, quasi a volerla proteggere da qualcosa che ha identificato come un pericolo. Romanticamente mi è venuto naturale pensare che si trattasse di un nucleo familiare di papà, mamma e cucciolo. Chissà se era davvero così!

Danu ci dice dove parcheggiare sulla base delle tappe del nostro giro. Una delle prime soste è dedicata alla porta di luna meglio conservata di tutta l’isola. Si tratta di una scultura a basso rilievo, con forma semicircolare posizionata sul pavimento, di solito alla base di una scalinata. Il semicerchio è diviso in tanti livelli e le figure rappresentate in ognuno di essi hanno significati simbolici che racchiudono la filosofia del buddhismo. Al primo livello corrisponde l’elemento del fuoco che rappresenta i problemi dell’esistenza, raffigurati con forme animali: la mucca identifica la nascita, il cavallo la malattia, il leone la sofferenza e l’elefante la morte. Nel secondo livello sono riprodotte figure di piante rampicanti che rappresentano desideri e tentazioni che avvolgono la nostra mente. Subito dopo, si trova un semicerchio più grosso all’interno del quale sono rappresentati dei cigni simboleggianti la capacità di trovare e seguire la propria strada. Nel penultimo livello troviamo nuovamente dei rampicanti, ma più piccoli rispetto ai precedenti, perchè una volta trovata la propria strada le tentazioni si riducono. All’ultimo livello, quello più difficile da raggiungere, sono rappresentati i fiori di loto che simboleggiano il nirvana e il distacco da tutti i desideri e le tentazioni.

Gli spostamenti in bicicletta da un luogo all’altro durano mediamente 15 mimnuti e le soste ci permettono di vedere magnifici stupa bianchi e diverse statue del Buddha con altari per le offerte, composte per lo più da coloratissimi fiori di loto. Ci fermiamo anche a visitare il tempio del sacro albero di Bodhi, che ha più di 2000 anni e pare infatti essere il più antico del mondo. Abbiamo la fortuna di assistere alle preghiere di molti fedeli che lasciano fiori e bandiere votive con i colori del buddhismo all’interno del tempio. Nei pressi di un grande stupa vediamo una marea di gente vestita di bianco che regge una lunghissima e coloratissima bandiera del buddhismo, correndo intorno allo stupa. La bandiera viene avvolta intorno alla base della costruzione in una bellissima atmosfera di devozione grazie ai canti e alle preghiere dei fedeli.

In una delle nostre soste restiamo letteralmente incantati dal Buddha di Akuana, una enorme statua alta 12 metri scolpita direttamente nella roccia che raffigura il Buddha in posizione di benedizione e porta sul capo il fuoco dell’illuminazione. Al cospetto di questa statua la sensazione è di essere davvero piccoli di fronte alla grandezza non solo della statua, ma anche di ciò che rappresenta. Poco lontano dal Buddha di Akuana troviamo un piccolo monastero dove, oltre ai monaci adulti, notiamo la presenza di alcuni giovanissimi monaci intenti a studiare le scritture e i precetti del buddhismo. Indossano già la sgargiante tunica arancione e hanno già il capo completamente rasato. Ci guardano, con un’espressione quasi serafica. Ci sorridono velocemente e si rimettono serenamente a studiare. Uscendo dal monastero incontriamo anche alcune monache, anche loro avvolte nella tipica tunica arancio e con il capo completamente rasato. E anche loro ci sorridono e ci salutano giungendo le mani in segno di benedizione.

Recuperiamo le biciclette e completiamo il percorso di visita di Anuradhapura per spostarci con il minubus verso Polonnaruwa. Anche qui decidiamo di visitare il sito utilizzando il noleggio bici. La prima tappa è dedicata al palazzo reale, un edificio una volta molto imponente strutturato su sette livelli di pietra e legno. Oggi restano solo le rovine dei muri portanti e delle colonne. All’entrata della sala delle udienze sono presenti delle sculture di leoni e di elefanti, simbolo di forza e potere. Ci spostiamo di pochi kilometri per raggiungere Gal Vihara, il più famoso complesso di raffigurazioni del Buddha dello Sri lanka. Il gruppo di statue è formato da quattro pezzi scolpiti direttamente in un’unica lastra di granito, raffiguranti il Buddha in diverse posizioni: seduto in meditazione, in piedi nell’atto di benedire e sdraiato dormiente. Quest’ultima statua è particolarmente imponente: lunga 14 metri mostra il Buddha dormiente con la testa poggiata sul cuscino che rappresenta la ruota del sole.

Il sole inizia a calare e abbiamo un po’ di strada da fare per raggiungere l’uscita e lasciare le biciclette. Considerando che non è presente alcuna illuminazione, è bene affrettarsi e rassegnarsi a pedalare con un po’ di energia per evitare di procedere al buio. Arriviamo all’uscita che è quasi buio, siamo un po’ stanchi ma molto soddisfatti e felici della bellezza che i posti visitati ci ha lasciato nel cuore e negli occhi.

 

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    05 Comments

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      • MissLale83

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        giugno 7, 2018 Rispondi

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