Elephant Farm in Chiang Mai
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Elephant Farm in Chiang Mai

Quando si dice la coincidenza, manco a farlo apposta, due cari amici – Elisa e Nicolò –  sono in vacanza in Thailandia proprio nei primi giorni della mia permanenza in Chiang Mai. Ovviamente decidiamo di trascorrere del tempo insieme per conoscere qualcosa di più di questo luogo. Trascorriamo una giornata in giro nel quadrato dei templi e prenotiamo per il giorno dopo un’escursione in una Elephant Farm per stare a diretto contatto con gli elefanti in un contesto 100% cruelty free. Se decidete di fare questa magnifica escursione, dovete fare un giro lungo la via del Wat Phra Singh dove troverete tutta una serie di negozietti che vendono questi servizi e mettere in atto un duro lavoro di contrattazione per ottenere il giusto prezzo. Considerate che il costo dell’escurione full day oscilla dai 900 ai 2.500 baht, cioè fra i 23 e i 64 euro. Quindi dateci dentro con le migliori tecniche di mercanteggio e carcate di spuntare l’escursione full day a non più di 1.000 baht.

La mattina dopo verso le 8:00 troviamo ad aspettarci un pick up 4X4 che dopo aver preso noi si ferma in altri due punti per raccogliere altre persone che passeranno la giornata con noi. Il gruppetto è quindi formato da noi tre italiani, una coppia di spagnoli e due ragazzi messicani. La prima tappa ci permette di visitare un bellissimo giardino di orchidee con fiori enormi e di tutti i colori possibili e immaginabili. All’interno della struttura è ospitato anche un piccolo parco di farfalle anche loro davvero grandi e coloratissime.

Dopo circa un’ora di tragitto arriviamo in un’area fangosa vicino a un fiume e veniamo accolti dal responsabile del centro di conservazione degli elefanti che inizia a spiegarci le logiche del progetto. Dopo tanti anni di sfruttamento degli elefanti per soddisfare i capricci dei turisti, le persone hanno iniziato a comprendere l’estrema sofferenza che questi animali pativano nel trasportare i turisti sui seggiolini appoggiati sulla loro nuca e le condizioni inacettabili in cui erano tenuti. E così ha iniziato a svilupparsi questa nouva forma di turismo cruelty free che permette di stare a strettissimo contatto con questi magnifici animali senza infliggere loro alcun tipo di sofferenza. Inoltre la quota pagata per partecipare a questa escursione viene utilizzata al 90% per la cura diretta degli elefanti.


Come prima cosa ci viene spiegato che per alcuni periodi dell’anno gli elefanti devono essere tenuti in zone recintante per evitare che distruggano i raccolti camminandoci sopra. Nelle aree in cui vengono tenuti gli elefanti c’è sempre molto spazio, non sono previste catene nè alcun tipo di maltrattamento e vengono organizzate visite come la nostra per raccogliere i fondi necessari a mantenere gli animali. Considerate che gli elefanti mangiano ogni giorno per più voltre quintali di frutta, erba e canna da zucchero e servono quindi molti soldi per sfamarli adeguatamente. Finita la breve presentazione del progetto dedichiamo una mezz’oretta a visitare il piccolo villaggio adiacente alla elephant farm abitato dalle cosiddette donne giraffa. Questa anticha tribù locale è famosa per i collari che le donne indossano fin da bambine per allungarsi il collo, da qui l’appellativo di donne giraffa. I collari sono formati da tanti anelli che vengono aggiunti periodicamente per permettere al collo di allungarsi gradualmente. La quantità di anelli del collare è direttamente proporzionale allo status sociale della famiglia.

Il villaggio che visitiamo è minuscolo e ci viene spiegato che al momento ci sono solo le donne perchè tutti gli uomini sono fuori a lavorare. Una donna sui 35 anni è intenta a lucidare il proprio collare con una perizia e una cura mai viste prima, strofinandolo con forza con una spugna piena di schiuma. Oltre a lei nel villaggio ci sono diversi bambini molto piccoli, bellissimi come sempre sono i bambini nel Sud Est Asiatico, e alcune ragazze un po’ più grandi che già indossano i primi anelli. Le ragazze ci mostrano orgoglise i loro collari e fanno volentieri delle foto con noi. I loro sorrisi, gli abiti tipici e la semplicità della loro vita quotidiana ci fanno emozionare profondamente. I villaggi delle donne giraffa autentici oggi sono ormai una rarità, perchè nella maggior parte dei casi si tratta di scenari ricostruiti ad hoc per le visite dei turisti, qundi investite un po’ di tempo per cercare un villaggio autentico e vivere un’esperienza davvero emozionanante.



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Dopo aver fatto ancora qualche foto con le donne giraffa e aver acquistato piccoli oggetti di artigianato ci spostiamo per andare a raccogliere le canne da zucchero di cui gli elefanti vanno ghiotti. Veniamo quindi muniti di macete per raccogliere e ridurre in bocconi le canne. Finito il lavoro mettiamo lo spuntino in delle borse di tela e ci dirigiamo pochi metri più in là e vediamo quattro elefanti avvicinarsi verso di noi accompagnati dai lotro conduttori. Gli animali sono privi di catene, sono sani e ben tenuti e sono meravigliosi. Mi avvicino con gli occhi spalancati per l’emozione e mi trovo a fissare una di queste increbili creature dritto negli occhi. Si dice che guardare un elefante negli occhi sia una delle esperienze più speciali che si possano vivere. Ed è vero: lo sguardo di un elefante ti passa attraverso ed è di una dolcezza infinita. Per un attimo ti senti fuori dal tempo, non puoi fare a meno di sentirti felice e di provare rispetto nei suoi confronti. Siamo tutti davvero ammutoliti e rapiti dalla potenza di questo momento che non dimenticheremo mai. Per raggiungere il fiume dove faremo il bagno con gli elefanti dobbiamo percorrere poche centinaia di metri e veniamo invitati a farlo a dorso di elefante, ma senza baldacchini, quindi senza dare fastidio ai nostri nuovi amici.

Salire sulla groppa di un animale alto come un piano e mezzo di un palazzo non è così semplice, ma alla fine ce la facciamo e ci troviamo a cavalcioni del suo immenso collo a guardare tutto dall’alto. Percorriamo pochi metri e arriviamo al fiume dove l’elefante in un attimo si sdraia facendoci rotolare in acqua insieme a lui. Inziamo a giocare tutti insieme, lavando gli elefanti che se ne stanno lì belli goduti in acqua a farsi strofinare, ogni tanto ci spruzzano con la proboscide e noi sembriamo dei bambini in un negozio di caramelle per quanto siamo felici.

Salutiamo questi spettacolari animali e i loro conduttori e ci dirigiamo con il nostro pick up a pochi kilometri di distanza per fare un po’ di rafting. Veniamo muniti di caschetto e giubotto salvagente e ci viene detto di attendere il nostro gommone. Alziamo gli occhi e vediamo i gommoni rotolare giù direttamente dalla strada lungo una passerella per così dire artigianale. Ci posizioniamo sui gommoni e iniziamo la discesa del fiume affrontando rapide e rocce e divertendoci come i matti. Ecco, il fiume non è esattamente cristallino e limpido, ma poco importa visto quanto è stato figo! Una volta lasciata l’attrezzatura da rafting e parcheggiato i gommoni ci avviamo verso una cascata naturale che raggiungiamo scarpinando un po’ in mezzo alla giungla. Le pareti della casata sono state nel tempo scavate dall’acqua creando una sorta di scivolo naturale e anche qui diamo tutti il meglio di noi tuffandoci come i matti in acqua.

Questa magnifica giornata sta per finire. Facciamo ancora una tappa relax in quello che dovrebbe essere un chiosco, ma che sembra in realtà l’abitazione del proprietario, acquistiamo dell’acqua e mangiamo qualche banana che ci viene offerta dal signore del chiosco.

La jeep ci riporta a casa che il sole sta ormai tramontando e siamo un po’ stanchi, ma immensamente felici e soddisfatti di questa giornata così piena di emozioni e di esperienze. Trascorriamo la nostra serata al Night Bazaar assaporando qualche altro delizioso piatto di cucina locale e godendoci la bellissima atmosfera del mercato notturno.

E questo è solo l’inizio.

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