Chiang Rai – The White Temple
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Chiang Rai – The White Temple

Chiang Rai è la provincia più settentrionale della Thailandia con un paesaggio molto vario,  dalle montagne più belle di tutta la Thailandia alle pianure alluvionali della valle del Mekong, ed è  terra di confine con Myanmar e Laos. Per questa ragione è una delle zone con la più straordinaria varietà di etnie della Thailandia, con numerose minoranze insediatesi in questo territorio nei vari flussi migratori.

Per prenotare l’escursione da Chiang Mai a Chiang Rai rivolgetevi a uno dei mille mila baracchini che trovate un po’ ovunque nel quadrato storico della città, soprattutto in zona What Phra Sing dove ne vedrete una quantità incredibile e quindi potete sperare in un po’ di concorrenza sui prezzi. Ricordate che vale sempre la stessa regola: non fermatevi al primo, ma fate un giro alla ricerca dell’operatore che per qualche oscuro motivo vi ispirerà di più, e a quel punto iniziate a contrattare per ridurre almeno del 30% il prezzo di partenza. Di solito se vi rivolgete alla stessa agenzia per tutte le escursini, sul totale potrete beneficiare di un ulteriore sconto all’arrotondamento!

La strada da Chiang Mai a Chiang Rai è facilmente percorribile con circa tre ore abbondanti di minivan, sempre che il traffico non renda il tragitto un po’ più lungo. Sono insieme a una nuova e splendida amica, Simona, con la quale condivido piacevolemente questa giornata. Uno degli aspetti più belli di viaggiare da soli in Paesi lontani e sconosciuti è quello di scoprire che esistono persone davvero interessanti che per qualche motivo incrociano il tuo cammino in un preciso momento e in un determianto luogo, con le quali scopri di trovarti incredibilmente bene.

L’autista del nostro minivan arriva puntuale poco prima delle 08:00 un po’ trafelato e ci spiega che non c’è tempo da perdere perchè abbiamo un sacco di strada da fare e ci sono un sacco di cose da vedere e non possiamo perdere nemmeno un minuto. Un po’ scosse da un atteggiamento che non sembra affatto in linea con gli standard thai, saliamo in fretta sul minivan e iniziamo il nostro percorso alla volta di Chiang Rai. Appena fuori dal centro di Chiang Mai facciamo una prima tappa in un mercatino locale dove acquistiamo dell’acqua e delle buonissime chips di banana speziate. Simona approfitta per comprare un tocco di zenzero fresco al costo ridicolo di 5 Baht, circa 13 centesimi di Euro.. provate a pensare a quanto pagate in Italia una minuscolo pezzo di zenzero…



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Ci rimettiamo in marcia e il viaggio scorre veloce fra due chiacchiere e qualche sonnellino. A un certo punto la guida ci intrattiene per spiegarci brevemente il giro che faremo e per darci qualche informazione generale sul tempio bianco, quello blu e sulla Black House. Lungo la strada facciamo ancora una veloce tappa per vedere una piccola e alquanto deludente hot spring e verso le 11:30 arriviamo a destinazione. Il minivan parcheggia in mezzo ad altri innumerevoli mezzi identici e la guida ci fa scendere velocemente sempre con quel suo fare incalzante che contina a lasciarmi molto perplessa. Ci viene lasciata a disposizione un’ora e mezza per la visita del White Temple e quindi Simona e io ci incamminiamo subito verso l’ingresso.

Il Wat Rong Khun, comunemente conosciuto come Tempio Bianco, è il simbolo per eccellenza di Chiang Rai, non esiste al mondo qualcuno che ami viaggiare che non lo abbia mia visto almeno in foto. Forse per questo, quando ce lo troviamo davanti restiamo un po’ deluse dalle sue dimensioni: è molto meno imponente di quanto possa sembrare dalle immagini e di quanto ci si aspetti. Nonostante ciò comunque l’impatto visivo è molto forte: il bianco prepotente della calce di cui è composta tutta la struttura contrasta con il verde brillante del prato che lo circonda e le forme taglienti e arzigogolate danno un senso di leggerezza e ruvidità al contempo. Le decorazioni realizzate con migliaia di specchietti luccicanti applicati su tutti i profili lo fanno risplendere, conferndogli un aspetto molto particolare, quasi etereo. Intorno al tempio un laghetto artificiale pieno di carpe giganti e coloratissime completa lo scenario che nel complesso è molto suggestivo.

Il Wat Rong Khun è un tempio moderno, iniziato nel 1997 dal famoso pittore thailandese, diventato poi anche architetto, Chalermchai Kositpipat, opera incompiuta tanto è vero che spesso si incontra il suo autore in loco intento a studiare i prossimi interventi per il completamento del sito. Ogni dettaglio del White Temple ha un suo simbolismo e incoraggia il visitatore a riflettere sugli insegnamenti Buddhisti che indicano la via per fuggire dalle tentazioni, dai desideri e dall’avidità. In primo luogo il bianco del tempio simboleggia la purezza del Buddha, distaccandosi dalla tradizionale decorazione dorata e colorata dei templi antichi. Per accedere al tempio è necessario percorrere il “ponte del ciclo delle rinascite”, che passa sopra una fossa contenente mani protese e teschi che rappresentano il desiderio, la bramosia e la soffrenza umana, come a ricreare una sorta di inferno materiale che è necessario attraversare per raggiungere la liberazione e il Nirvana, simboleggiati dalla parte più sacra della costruzione, il tempio vero e proprio. All’ingresso del tempio sono posizionati Yama, dio della morte e Rahu, dio dell’oscurità, due mostruosi guardiani che decidono sul destino degli uomini: qualcuno proseguirà verso il cammino dell’Illuminazione, qualcun altro tornerà a reincarnarsi dando seguito ancora una volta all’incatenamento al circolo vizioso di morti e rinascite,  conosciuto con il nome di samsara. Alcune statue di vecchie creature raccapriccianti rappresentano invece l’impermanenza della vita e la decadenza cui il corpo è inevitabilmente destinato.

E’ all’interno del tempio che l’estro dell’artista manifesta il suo apice: le classiche decorazioni murali con scene di vita del Buddha sono state sostituite da curiose immagini del bene e del male in chiave moderna. Nei murales alle pareti sono infatti rappresentate scene apocalittiche del mondo moderno, come l’attentato alle Torri Gemelle, immagini dallo spazio con protagonisti alcuni dei personaggi più famosi dei film e cartoni animati: Spiderman, Superman, Kung Fu Panda, Doreimon, Neo di Matrix, Elvis, Michael Jackson e Hello Kitty che rappresentano la ruota dell’eterna rinascita e dell’illusione. Sulla parete di ingresso del tempio un grosso dipinto rappresenta un demone con la bocca spalancata in corrispondenza della porta, che in un occhio ha il riflesso del viso di Osama Bin Laden e nell’altro quello del viso di G. W. Bush, a rappresentazione del culmine del male e della malvagità dei nostri tempi.

Al fondo una grossa statua del Buddha è la parte più sacra del tempio che rappresenta ovviamente l’illuminazione e la liberazione dall’esistenza terrena che nel pensiero buddhista è l’origine di ogni sofferenza.

La particolarità di questa opera e l’innegabile estro creativo dell’artista sono evidenti anche al di fuori del tempio: dagli alberi posizionati lungo il perimetro della struttura principale pendono teste decapitate di personaggi di fantasia e attori famosi nei loro ruoli più conosciuti, come Arnold Schwarzenegger nei panni di Terminator o Jhonny Depp con il suo teschio di Pirati dei Caraibi. Persino gli oggetti di uso comune vengono ripensati in chiave artisctica dall’autore: un conetto di segnalazione diventa quindi la perfetta base per posizionare un teschio a quattro facce.

Nel complesso il White Temple merita la visita nell’ottica in cui si tratta di qualcosa di così unico e particolare da non poter essere visto in nessun altra parte del mondo e nemmeno della Thailandia stessa. L’impatto visivo è davvero forte grazie alla scelta molto azzeccata della calce e degli specchietti decorativi, che rendono questo tempio indimenticabile per chiunque lo visiti. Certo è che l’artista ha fatto centro rivisitando i principi più forti e più radicati del pensiero buddhista in chiave moderna con elementi di forte impatto e facilmente riconoscibili per chiunque viva in questi tempi, assicurandosi così visibilità e successo per un’opera che universalmente viene riconosciuta come il simbolo di Chiang Rai.

Ci allontaniamo quindi dal tempio e poco distante io e Simona notiamo una grossa struttura dorata che spicca in modo prepotente rispetto alla prevalenza in tutto il sito del bianco. Incuriosite quindi ci avviciniamo e scopriamo che si tratta di una toilette pubblica, probabilmente la più vistosa e kitsch che io abbia mai visto.

Approfittiamo quindi per fare una tappa in questo incredibile bagno pubblico per poi riavviarci presso il nostro punto di incontro con il resto del gruppo in perfetto orario, come da precise disposizioni della nostra dispotica guida. Una volta certa di averci raggruppati tutti, la guida ci accompagna a passo marziale verso un ristorante dove ci fermiamo per un’oretta a consumare un ottimo pranzo a base di pollo fritto, verdure saltate e una zuppa di difficile identificazione, ma comunque buona. Il pasto si conclude con una succulenta fetta di ananas e poi via, di corsa al minivan per raggiungere la prossima tappa: il Blue Temple.


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    010 Comments

    1. Fulvia

      Da ogni parola trapela l’amore e la passione per questa terra. Complimenti!

      gennaio 23, 2018 Rispondi
      • MissLale83

        Ma grazie mille!!! che bel commento!!!! ti abbraccio tanto 🙂

        gennaio 24, 2018 Rispondi
    2. Roberto

      Complimenti Alessandra, ottimo articolo

      gennaio 24, 2018 Rispondi
      • MissLale83

        Ti ringrazio molto! ogni commento e ogni like per me sono delle piccole grandi gioie! Continua a seguirmi se ti va! grazie ancora

        gennaio 24, 2018 Rispondi
    3. marcello artista

      Complimenti questo bllog è molto interessante

      agosto 16, 2018 Rispondi
      • MissLale83

        grazie mille! se ti servobo suggerimenti di viaggio sono a dispozione! 🙂

        agosto 21, 2018 Rispondi
      • MissLale83

        grazie mille davvero!!!!

        agosto 22, 2018 Rispondi
    4. web page

      Condividero il post coon i miei followers dii Instagram

      agosto 24, 2018 Rispondi
      • MissLale83

        Grazie mille! 🙂

        settembre 1, 2018 Rispondi
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      novembre 14, 2018 Rispondi

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