Let’s cook!
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Let’s cook!

Non è un mistero che io adori la cucina asiatica e in particolar modo quella del nord della Thailandia, ricca di piatti deliziosi e speziatissimi.

Così, approfittando della visita della mia carissima amica Novella, decido insieme a lei di partecipare a uno dei tanti corsi di cucina che Chiang Mai offre. Il panorama delle scuole di cucina è davvero molto ampio e per scegliere quello migliore mi affido ai consigli di un’amica thailandese. I corsi sono disponibili in versione full day o half day e permettono di scegliere fino a un totale di sette pietanze da cucinare e mangiare.

Io e Novella scegliamo una delle scuole più accreditate di Chiang Mai, che offre la veriosne full day con la preparazione di 7 pietanze, fra zuppe, curry, piatti saltati e dolci. Il nostro pick up fa un po’ di fatica a trovarci, ma dopo qualche telefonata in un improbabile inglese finalmente saliamo a bordo del pulmino e ci dirigiamo fuori da Chiang Mai city. Dopo una ventina di minuti ci fermiamo in un mercato locle dove ci vengono mostrarti alcuni ingredienti immancabili della cucina thailandese, come il basilico – molto diverso dal nostro e più simile alla menta, l’aglio, delle piccole melanzane acerbe e tutta una serie di spezie onnipresenti nei piatti thai.

Un’intera corsia è dedicata al riso esposto in grossi sacchi, in diverse qualità: da quello classico bianco da fare al vapore a quello specifico per preparare lo sticky rice. Ci vengono lasciati una ventina di minuti per aggirarci fra le bancarelle e vedere i vari prodotti offerti e io e Novella restiamo davvero affascinate dalla varietà di prodotti ortofrutticoli e non che questo posto propone: frutta, verdura, spezie, salse e anche qualche pietanza pronta da asporto. Lasciamo il mercatino e raggiungiamo la farm dove si svolgerà il nostro corso di cucina.

La location è davvero bellissima, una calda struttura in legno ci accoglie all’ingresso, il tutto immerso nel verde e nella natura. L’area riservata al corso è all’aperto, sotto una tettoia e alle spalle c’è un grosso orto per la produzione in loco, a km 0, di tutta una serie di ingredienti della cucina thai. Veniamo divisi in gruppi e ci accomodiamo in dei tavoloni apparecchiati. Ogni gruppo ha il proprio chef di riferimento. Il nostro sembra uscito direttamente da un fumetto manga: si chiama Ken ed è un ragazzoto truculento, con il viso decisamente troppo più piccolo rispetto al corpo e questo finisce per conferigli davvero un’espressione da cartone animato. Ken ci invita a prendere in mano il menù per procedere con la scelta dei piatti che ognuno di noi cucinerà oggi. Le pietanze sono divise in famiglie: antipasti, curry paste, curry, stir-fried, soup, insalate e dolci. Per ogni famiglia possiamo scegliere un piatto e Ken ci guida nella scelta soprattutto sulla base di un criterio molto importante: la piccantezza!!! Considerato che i piatti cucinati saranno poi anche il nostro pasto è bene che siano tutti mangiabili per chi li cucina! Io e Novella ci organizziamo per imparare due piatti per ogni famiglia in modo da poter assaggiare più cose possibili.



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Prima di dare il via alle preparazioni vere e proprie, Ken ci fa mettere tutti intorno a lui vicino al tavolo da lavoro per farci vedere come preparare un buon spring roll. Il ripieno, composto di verdure e glass noodles (a piacere si possono aggiungere pezzetti di pollo o gamberi), viene posizionato al centro di un foglio di pasta rotondo e poi chiuso fino a dare la classica forma dell’involtino primavera. Ognuno di noi prepara il proprio fagottino, mentre Ken scalda mezza tanica di olio in un wok gigante. Ognuno di noi butta il proprio involtino nell’olio bollente tenedolo d’occhio mentre cuore per recuperarlo e mangiarlo.

Dopo aver piacevolmente spezzato il leggero languorino che provavo già appena partite, mi sento pronta per mettere in atto le mie doti di ottima cuoca e per imparare tutte le mie ricette thai preferite. A ognuno di noi viene affidata una postazione composta da un grosso fornello a gas già munito di wok, un piano di lavoro, un grosso coltellaccio da cucina e un tagliere. Per ogni preparazione Ken posiziona sul piano di lavoro di ciascuno gli ingredienti che servono per preparare il piatto. Iniziamo con la pietanza scelta nella famiglia dello stir-fried: io mi occupo quindi del pollo con gli anacardi, mentre Novella prepara il famosissimo pad thai con pollo. Portiamo l’olio alla temperatura giusta e Ken ci indica quando aggiungere i singoli ingredienti e per quanto far cuocere il tutto. La preparazione dei piatti stir-fried è molto veloce: la fiamma è alta e in pochi minuti tutti abbiamo il nostro piatto pronto. Il mio pollo ha un aspetto davvero invitante e un profumo che mi fa improvvisamente sentire i morsi della fame. Per fortuna dopo ogni preparazione ci possiamo accomodare al tavolo e gustare i nostri piatti. Il pad thai di Novella è delizioso e anche il mio pollo si difende molto bene. Passiamo quindi alla preparazione della zuppa: io ho scelto la famosissima e piccantissima Tom Yum con gamberi, Novella ha invece preferito una zuppa a base di cocco non piccante con l’aggiunta di pollo,  la Tom Kah. Anche in questo caso Ken ci urla il procedimento e noi eseguiamo fino a completamento della preparazione. Entrambe le zuppe sono eccezionali, forse anche perché sono in assoluto il mio piatto preferito della cucina thai.

Finito di gustare le nostre zuppe facciamo una pausa che il nostro mastro chef utilizza per preparare gli ingredienti per la pasta di curry. Ci posizioniamo a terra intorno a tre mortai di pietra all’interno dei quali mettiamo una serie di spezie e sapori che una volta pestati andranno a creare il red curry, il massaman curry e il green curry. Queste meravigliose poltiglie ovviamente piccantissime vista la gran quantità di peperoncino che contengono, vengono usate sciolte nel latte di cocco per preparare i curry di carne e di pesce che troverete un po’ ovunque in Thailandia e che vi consiglio vivamente di assaggiare. Con le nostre paste di curry fresche e fragranti torniamo alle nostre postazioni e iniziamo la preparazione del panang curry, per me, e del massaman curry per Novella. Gustiamo con piacere anche questa pietanza e iniziamo a sentirci davvero orgogliose perché i nostri piatti sono tutti buonissimi! Decido di accompagnare il tutto con una buona birra ghiacciata visto che tutti i piatti che ho cucinato e mangiato erano piccantissimi e ho bisogno di abbassare un po’ la temperatura della mia bocca!

Prima di procedere con il prossimo piatto Ken ci distribuisce dei simpatici cappelli da contadini per portarci a visitare il giardino organico di cui la scuola è fornita e ci spiega quali piante coltivano e come vengono usate nella cucina. Capiamo che la cucina thai prevede l’utilizzo di diverse qualità di basilico che però sono decisamente diverse da quello che in Italia usiamo per fare il pesto. E capiamo anche che a loro gli ortaggi piacciono acerbi: ad esempio ci mostra delle piccole melanzane tonde che vengono messe nelle zuppe quando sono ancora completamente verdi, mentre quelle che maturano troppo vengono scartate. Anche la papaya viene usata acerba per preparare la papaya salad, uno dei piatti principe della cucina del nord.

Ed è propria la papaya salad il mio prossimo piatto, mentre Novella ha scelto un’insalata coi glass noodles. La preparazione avviene utilizzando un bellissimo mortaio di legno dove vengono amalgamati insieme aglio, peperoncino, zucchero di palma, salsa di pesce e arachidi per poi aggiungere gentilmente la papaya verde tagliata alla julienne. Anche questa preparazione è molto rapida e con un risultato delizioso. Abbiamo un ultimo piatto da preparare a questo punto: il mango sticky rice, un dolce che io adoro a base di riso, cocco e mango.

Ken ci porta lo sticky rice già cotto, dal momento che la preparazione è abbastanza lunga. Ci spiega che viene usata una particolare qualità di riso ricca di glutine che rende il riso appiccicoso. Il riso viene condito con una miscela di latte di cocco, zucchero di palma e amido per rendere il tutto cremoso. Impiattiamo il riso condito con il latte di cocco accanto a un mezzo mango inciso con la classica forma a cubetti e il nostro menù è completo anche del dolce.

Questa bellissima giornata all’insegna del cibo è terminata e sulla strada del ritorno io e Novella facciamo il bilancio di quello che abbiamo imparato: in tutte le pietanze salate abbiamo utilizzato lo zucchero di palma e la salsa di pesce. L’unico piatto in cui è stato utilizzato il sale è il mango sticky rice, ovvero l’unica pietanza dolce del menù. Abbiamo imparato che le preparazioni dei piatti thai sono sempre velocissime e che il wok è uno strumento indispensabile, così come sono indispensabili lo zucchero di canna, la salsa di pesce e il peperoncino, ingredienti che abbiamo usato praticamente in tutte le preparazioni.

Infine, se fosse mai stato necessario, ho capito ancora di più quanto questa cucina sia ricca, varia e deliziosa. Il corso di cucina è un’esperienza che consiglio davvero a tutti, che vi permetterà di avvicinarvi di più alla cultura thailandere anche attraverso la sua incredibile tradizione culinaria.



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    01 Comment

    1. Anna Maria

      Visto che lo zucchero è presente in molti piatti mi viene da pensare che sia una cucina agro -dolce.
      Comunque mi h ai fatto venire l’acquolina in bocca.

      Un grosso abbraccio.

      marzo 14, 2018 Rispondi

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