Koh Tao – Vita da Diver
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Koh Tao – Vita da Diver

Se come me amate il mare e avete sempre desiderato fare un corso di immersioni, una scappata sull’isola di Koh Tao è la scelta migliore che possiate fare.

Ho iniziato ad appassionarmi di immersioni diversi anni fa, quando in un viaggio alle Maldive ho preso il primo brevetto PADI per immergermi fino a 12 metri. Per una serie di eventi e per la mia paura delle acque scure, tornata da quel viaggio non sono riuscita a scendere nelle acque dei nostri mari e per anni ho abbandonato questa attività. Vivendo in Thailandia, uno dei Paesi con le più belle spiagge al mondo, non poteva non ripresentarsi prepotente questa passione per il mare e per le immersioni.

Dopo una serie di accurate ricerce sul web ho scelto di recarmi per una decina di giorni in uno dei più accreditati diving di Koh Tao, all’interno di un resort posizionato direttamente sulla spiaggia di Sairee Beach, sulla costa ovest dell’isola. Si tratta del Ban’s Diving Resort, una struttura che fin da subito mi ha ispirato fiducia.. in fondo ogni tanto il sesto senso femminile dovrà pur funzionare! E così prenoto la mia settimana presso il Ban’s completa di upgrade del brevetto al livello Open Water, per immergermi fino a 18 metri.

Sempre per fortuite coincidenze, mi sono piacevolmente ritrovata a condividere questa vacanza con un’amica, Anastasia, cosa che ha reso il tutto ancora più bello.

Con un volo Air Asia di primissima mattina raggiungiamo da Chiang Mai l’aeroporto di Surat Thani. Da lì prenotiamo il transfer verso l’isola di Koh Tao, con una combo minivan+barca per un costo totale di 900 baht (circa 23€). Il nostro bus è già pronto e abbiamo giusto il tempo di una sigaretta prima di partire alla volta del molo di Surat Thani. Raggiungiamo la meta in poco meno di due ore e in un attimo ci ritroviamo su una barca veloce che collega la terra ferma con le tre pricipali isole del Golfo di Bangkok: Koh Samui, Koh Phangan e Koh Tao. Il viaggio per raggiungere il nostro piccolo paradiso dura circa 4 ore che io ho passato perlopiù dormendo. All’arrivo al molo ci accoglie la solita ressa dei tassisti che cercano di procacciarsi clienti da portare nelle varie spiagge dell’isola. Per fortuna la nostra prenotazione prevede il transfer incluso, troviamo il nostro mezzo e in pochi minuti siamo a destinazione.

 
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Il resort si sviluppa a partire dalla strada principale fino alla spiaggia, le camere sono posizionate ai lati di una piscina centrale e integrate con un bel giardino di frangipane, altre piante tropicali e dei piccoli stagni. Direttamente sulla spiaggia si trova il ristorante del resort, in posizione perfetta per mangiare con una vista mozzafiato sul mare e soprattutto per godersi incredibili tramonti bevendo una birra ghiacciata. Immancabile a pochi passi dal resort il solito 7/11, una piccola salvezza per tutte le necessità dell’ultimo minuto. Accanto al ristornate è invece  posizionato il diving, fiore all’occhiello di questa struttura.

Il Ban’s Diving è infatti il più grosso centro PADI a livello mondiale e permette a migliaia di persone di ogni nazionalità di provare l’emozione di respirare sott’acqua e di conseguire i vari livelli di brevetto grazie a istruttori professionali, preparati e soprattuto deliziosamente sorridenti. L’ambiente del diving è davvero bellissimo: tante persone di ogni età e paese, felici, rilassate e cordiali, accomunate da una passione sana che favorisce l’interazione fra le persone. In un posto così finisce inevitabilmente che arrivi da solo e ti ritrovi ad avere un sacco di amici nuovi quando torni a casa.

La spiaggia del Ban’s è uno spettacolo: una lunga striscia di sabbia bianca, un mare dal color cristallo e alle spalle una rigogliosa e verdeggiante giungla. Proprio accanto al ristorante una grossa roccia levigata si staglia sulla spiaggia come se qualcuno l’avesse messa lì di proposito creando un piccolo angolo relax perfetto, dotato di comodi e colorati puff. Durante il giorno il Ban’s è pieno di vita: gli studenti del diving e i divers già brevettati si preparano per uscire sempre sotto l’impeccabile super visione di istuttori e dive master, mentre gli altri ospiti fanno colazione o si rilassano sulla spiaggia. Sul far della sera i ragazzi montano la rete da pallavolo per giocare quando il sole comincia a essere meno prepotente.

Poi inizia il momento migliore della giornata: uno spettacolare tramonto, ogni sera diverso, che colora il mare di tutte le sfumature di rosso che l’occhio umano riesca a percepire. Le nuvole all’orizzonte abbracciano il sole e si riempiono anche loro di colore creando un gioco di luci e ombre che lascia senza fiato. E per quanto il sole e il mare siano sempre gli stessi, non ci si stanca mai di stare a guardare questo spettacolo, soprattutto se in buona compagnia e con una birra ghiacciata in mano.

Felice come una bambina e già follemente innamorata di questa isola e di questo posto, inizio il mio corso per alzare il mio brevetto PADI. Un piccolo refresh di teoria e si va in acqua per le due immersioni che mi mancano per l’Open Water. Come sempre al primo impatto subito dopo il tuffo dalla barca mi passano per la testa pensieri spaventosi sui rischi che si corrono a stare in un ambiente che non è il mio e come sempre per un attimo mi manca il respiro. Mi faccio forza e cerco di concentrarmi sulla bellezza del posto, inizio a scendere e in pochi secondi la paura lascia il posto a una magnifica sensazione di serenità: nel silenzio dell’acqua ascolti il rumore del tuo respiro nell’erogatore e inizi a guardarti intorno e a renderti conto di quanto la natura sia immensamente migliore dell’essere umano: banchi di corallo dalle forme bizzarre e perfette, anemoni che ondeggiano per la corrente e che ospitano gli immancabili pesci pagliaccio e tanti altri pesci coloratissimi di diverse dimensioni che popolano questo magnifico ambiente.

Entrambe le immersioni procedono in tutta tranquillità e a fine giornata sono ufficialmente Open Water. Il mio istruttore Dan ci spiega che possiamo continuare il corso e in altri due giorni ottenere l’Advanced Open Water. Ci penso un attimo, ma nulla.. non credo di poter affrontare l’immersione notturna, obbligatoria per completare il corso.

Salutati i compagni di corso mi ricongiungo con Anastasia e ci mettiamo in spiaggia a bere una birra ghiacciata. Il primo giorno a Koh Tao si conclude con una buona cena thai al ristorante del resort al termine della quale ci rendiamo conto di essere praticamente distrutte, pronte per una bella notte di sonno ristoratore…

….. continua.. stay tuned…

 
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      novembre 14, 2018 Rispondi

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