Muay Thai in the jungle
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Muay Thai in the jungle

Famosa per le sue spiagge da sogno e per i suoi templi buddisti, per le rovine di Ayutthaya e per la pazza capitale Bangkok, la Thailandia è anche la patria della Muay Thai, nota anche come thai boxe, boxe thailandese o pugilato thailandese. Si tratta di un’arte marziale a contatto pieno che ha le sue origini nella Muay Boran, antica tecnica di lotta thailandese che utilizza una vasta gamma di percussioni in piedi e di tecniche di clinch.

La disciplina è anche nota come “l’arte delle otto armi” o “la scienza degli otto arti” perché consente ai due contendenti che si sfidano di utilizzare combinazioni di pugni, calci, gomitate e ginocchiate, quindi otto parti del corpo utilizzate come punti di contatto rispetto ai due del pugilato, oppure ai quattro della kick boxing, con un’intensa preparazione atletica e mentale che fa la differenza negli scontri a contatto pieno.

La Muay Thai originale divenne popolare nel XVI secolo in patria, ma si diffuse internazionalmente solo nel XX secolo, dopo alcune modifiche regolamentari. La Muay Thai ha origine nell’antico Regno del Siam e, come per il resto delle altre arti marziali, le sue origini si perdono nel più remoto e misterioso passato fatto di guerre e razzie. Sulla controversa storia del popolo thai e la misteriosa nascita del Muay Thai esistono due teorie: la prima sostiene che il popolo degli Ao-Lai fu costretto a difendersi dai continui attacchi dei predoni e dei popoli nei territori che attraversarono durante il periodo migratorio; la seconda afferma che il popolo degli Ao-Lai era già presente in quei territori e che doveva difendersi dalle invasioni dei popoli confinanti. La storia di quest’antica arte marziale va di pari passo con la storia della nazione e di conseguenza anche la Muay Thai nel corso degli anni ha subito notevoli cambiamenti, fino a raggiungere la forma odierna.

(fonte Wikipedia)

In questa pazza esperienza di vita in Thailanda ho avuto la fortuna di incontrare Luisa, una ragazza davvero tosta che da anni pratica la Muay Thai a livello professionistico. Decidiamo di organizzare insieme a lei una giornata di Muay Thai in una location diversa dalla solita palestra al chiuso. Siamo in 9, quindi noleggiamo un bel pick up per poter raggiungere il Mon Muay Mountain Camp che si trova a circa un’ora di strada dal centro di Chiang Mai. Già il viaggio è divertentissimo: ci siamo organizzate con una cassa per la musica e percorriamo cantando una improbabile accozzaglia di canzoni che coprono almeno tre diversi decenni e percorriamo strade bellissime immerse nella natura. Arriviamo a destinazione e subito veniamo ci viene incontro accolte da una deliziosa signora thai, che vi accoglierà con grande calore e vi inviterà a chiamarla “mama”.



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Mama ha un sorriso dolce e radioso allo stesso tempo, indossa la classica tenuta da Muay Thai e con grande piacere vi mostrerà il camp. Il ring è situato nella parte antistante con una spettacolare vista sulle colline circostanti, mentre nella parte posteriore sono disposti diversi sacchi per iniziare prendere dimestichezza con i movimenti base della Muay Thai. Insieme a Mama il camp è gestito da altri istruttori thai dall’aria un po’ più burbera, forse per i tanti colpi presi in viso che hanno reso i loro connotati per così dire particolari!

Per prima cosa saliamo sul ring a fare un po’ di stretching giusto per evitare di strapparci tutti i muscoli al primo tentativo di pugno! Successivamente si passa alla vestizione: in primo luogo le mani vengono avvolte con delle apposite fasce protettive, posizionate dal polso in su e tra le dita con un procedimento che sembra avere un criterio preciso, ma che onestamente ho fatto fatica a seguire. Sopra le fasce si indossano i guantoni e a questo punto si è pronti per salire sul ring. Luisa, che si allena con uno degli allenatori del camp ormai da diverso tempo, prende in mano la situazione e inizia a darci qualche indicazione di base sui movimenti del corpo. Da brave allieve seguiamo le indicazioni di Luisa e io mi sento  profondamente imbranata e scoordinata! Però mi sto divertendo quindi nonostante il mio spirito anti sportivo decido di metterci il massimo dell’impegno possibile! Luisa inizia a spiegarci le varie tipologie di pugni e calci entrando nel dettaglio di quelli che sono i modi per fare più male all’avversario, perchè chiaramente questo è lo scopo ultimo della Muay Thai.

Una volta finito il training si passa alle cose serie: Luisa e gli altri istruttori thai imbracciano delle apposite protezioni e noi iniziamo ad allenarci cercando di riprodurre al meglio i pugni e i calci che ci sono stati inseganti poco fa. Continuo a sentirmi profondamente imbranata, ma piano piano ci prendo gusto e inizio a colpire il mio istruttore con una certa consapevolezza di quello che sto facendo. E ci prendo anche gusto! Mi rendo infatti conto colpo dopo colpo che questa attività riesce a farmi scaricare molta tensione mentre mi diverto in compagnia delle mie amiche in un contesto così bello da essere lo scenario perfetto per una bella giornata all’aria aperta.

Continuiamo a scaricare calci e pugni e a divertirci come matte, quando a un certo punto la mia mancanza di preparazione atletica inizia a farsi prepotentemente avanti e mi costringe a tirare il fiato per un attimo! per fortuna non sono l’unica e quindi decidiamo tutte di prenderci una pausa e di rilassarci un attimo.

Mama si avvicina a noi con quel bel sorriso rassicurante e ci indica un tavolo pieno di cocchi verdi già aperti e pronti ad essere consumati. Beviamo e mangiamo il cocco e scambiamo qualche chiacchiera con lei che ci guarda davvero come se fossimo delle figlie, il suo sguardo è carico di affetto. Si allontana un attimo e dopo qualche minuto torna con dei bracciali di corda, una per ognuna di noi. Si occupa lei personalmente di metterceli al polso recitanto per noi una preghiera in thai, un piccolo rituale di buona fortuna e di protezione.

Ci intratteniamo ancora un po’ a chiacchierare con Mama e a rilassarci in quest’oasi di pace, quasi come se fossimo fuori dal mondo, incuranti del tempo che passa.

Però il tempo passa eccome ed è ormai ora di tornare in città. Salutiamo mama e gli altri istruttori del camp e solo per questa attività passano almeno altri 20 minuti fra saluti, inchini, mani giunte, foto e ringraziamenti. Quando finalmente il lungo rituale dei saluti è concluso rimontiamo sul nostro pick up alla volta di Chiang Mai city.

Anche il viaggio di ritorno passa tranquillo e piacevole, tanto che alcune di noi finiscono per addormentarsi vista la stanchezza dopo l’intensa attività fisica della giornata.

Diverse sono le palestre di Chiang Mai dove potrete provare a fare Muay Thai, ma se volete davvero vivere un’esperienza unica, unendo la possibilità di fare sport a quella di passare una giornata all’aria aperta allora il Mon Muay Mountain Camp deve essere una tappa fissa nel vostro itinerario alla scoperta del nord della Thailandia e delle sue tradizioni.

Per info potete contattare il camp direttamente sulla pagina Facebook Mon Muay Mountain Camp.

Enjoy!!!



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